Ho spalancato la scatola e mi è venuto un nodo allo stomaco. Non era la pizza che pensavo di aver ordinato. Forme enormi e gonfie spuntavano dal formaggio, lucide e quasi… vive. Per un attimo mi sono chiesto se fosse pericolosa. Contaminata. Un incubo in cucina. Ho ingrandito l’immagine, l’ho toccata, ho dubitato di tutto ciò che avevo nel piatto..
Per alcuni lunghi secondi rimasi a fissarla, l’appetito in lotta con il puro sospetto. Le “vesciche” sembravano strani organi intrappolati sotto il formaggio, lisce e gonfie, che riflettevano la luce in un modo che le faceva sembrare innaturali. Immaginai ingredienti misteriosi, una ricetta andata male, persino una qualche contaminazione. Più la esaminavo, più provavo quel misto di fascino e terrore che si prova quando qualcosa sembra quasi familiare, ma non del tutto rassicurante.
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