La mia insalata di rinforzo: il contorno napoletano che preparo ogni anno perché migliora sempre il giorno dopo 
La ricetta napoletana che non manca mai sulla mia tavola a Natale: l’insalata di rinforzo ricca, croccante e irresistibile (cavolfiore, olive e sottaceti in un mix che crea dipendenza)
L’insalata di rinforzo è uno di quei piatti che raccontano subito l’atmosfera delle feste. È colorata, profumata, un po’ pungente per via dell’aceto, e mette insieme tutto ciò che nella cucina napoletana dà carattere: cavolfiore, olive, capperi, acciughe, sottaceti… insomma, una vera esplosione di sapori.
A me piace perché è una ricetta che “matura”: più riposa, più diventa buona. E poi ha quella storia affascinante legata ai cenoni della Vigilia, alle tavole piene, alle ricette che rinforzano il resto del pasto — ed è vero, perché questa insalata sembra un contorno semplice, ma sostiene tutto il resto con una personalità incredibile.
Ogni volta che la preparo mi ricorda le cucine di un tempo: grandi insalatiere colme, odore di aceto, pentole di cavolfiore sul fuoco e una calma che oggi non abbiamo più. Eppure, il suo bello è proprio quello: un piatto povero ma vivissimo, che profuma di tradizione e famiglia
Tempi 
- Preparazione: 15 minuti
- Cottura: 20 minuti
- Riposo consigliato: 2 ore minimo
- Totale: ~35 minuti + riposo
Porzioni 
6 persone
Calorie 
Circa 110–130 kcal per porzione (dipende da olio utilizzato e quantità di olive)
Ingredienti 
- 1 cavolfiore
- 200 g giardiniera sott’aceto
- 100 g olive verdi
- 100 g olive nere
- 40 g capperi dissalati
- 6 filetti di alici
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Aceto di vino bianco q.b.
- Sale e pepe q.b.
Preparazione 
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Dopo un altro lungo turno, mi sono seduta sui gradini dell’ospedale per un attimo per riprendere fiato. Dentro, la vita non si ferma: sirene, corridoi, decisioni urgenti, famiglie in attesa di notizie. Fuori, il silenzio è diverso, più pesante. Oggi ho aiutato persone che non conosco nemmeno a tornare a casa. Ho visto abbracci di sollievo e addii commossi. E quando è stato il mio turno di essere ricordata, il mio telefono è morto. Nessun messaggio, nessuna chiamata. Solo lo schermo acceso e notte fonda. Non cerco applausi. Ho scelto questa professione e ne sono orgogliosa. Ma i compleanni mostrano chiaramente cosa manca: a volte ti prendi cura di tutti e, alla fine, non c’è nessuno a cui chiedere se sei tornato a casa sano e salvo. Cosa diresti a qualcuno che festeggia il compleanno da solo oggi?
Quale auto ha la precedenza in questo incrocio? Pochi conoscono la risposta.