Dopo la durezza della guerra, ritornano ottimismo e splendore. Finita la miseria, si riscoprono le lunghezze con le gonne a matita e l’ampiezza con quelle a ruota. L’aspetto fisico torna protagonista, come per le pin-up di Hollywood e le star parigine, con trucco e acconciature impeccabili.
La silhouette torna ad essere curvilinea, la vita è marcata e il seno valorizzato, grazie alla giacca sagomata di Monsieur Dior e alla peplum di Marcel Rochas.
Adoriamo le scarpe affusolate e i tacchi a spillo. Riscopriamo lo splendore dei gioielli dorati e delle pietre colorate. Anche nei weekend mostriamo stile con pantaloni capri e ballerine civettuole.
Non abbiamo più paura di apparire seducenti: piene di energia e buonumore, scegliamo stampe divertenti. Per giocare a fare la femme fatale à la Mad Men, non soffriamo più: i nuovi materiali ci offrono silhouette perfette senza rinunciare al comfort, permettendoci di correre con eleganza. Chic, chic, chic…
Com’era lo stile degli anni ’60?
La rivoluzione del chiffon accompagna il maggio ’68: finalmente la moda si rivolge ai giovani.
Una nuova generazione esplode, insieme ai nuovi stilisti come Pierre Cardin, Courrèges e Paco Rabanne, che rivoluzionano tempi e stile.
Diciamo “sì” alla plastica e al metallo. Viva le stampe ottiche fatte di bolle, pois e righe di ogni tipo.
Vediamo la vita a colori, come le pop star della Swinging London e le icone yéyé degli Champs-Élysées. Arrivano i jeans: la moda non ha più confini.
Abiti e gonne diventano mini, i pantaloni si allargano a zampa, i maglioni si accorciano. Anche le scarpe si reinventano, con zeppe altissime e zoccoli che invadono la città.
Coltiviamo il desiderio di rimanere giovani, mescolando materiali e colori, privilegiando quelli primari.
Amiamo lo stile couture, ma in chiave giocosa.
Evitando la perfezione assoluta: eyeliner sì, ma con capelli sciolti, blusa di seta, jeans e scarpe rosa confetto. Questo è il vero spirito impertinente.
Com’era lo stile degli anni ’80?
I giovani prendono il potere: ogni stilista esprime la propria personalità e si unisce al mondo dell’haute couture.
Da questo momento, molti stili convivono. T-shirt rock, punk e con stampe serigrafiche sono ovunque.
Il punk e la New Wave passano dalla strada alle passerelle. Borchie e spille da balia sostituiscono i gioielli.
Il chiodo in pelle e gli stivali Doc Martens diventano la nuova divisa, anche per le ragazze, che li abbinano a gonne da ballerina o kilt decorati con rete o pizzo.
I giovani moderni preferiscono la Saturday Night Fever, le sfaccettature delle sfere da discoteca e i materiali techno, possibilmente iridescenti.
I leggings aderenti si abbinano a felpe con maniche a pipistrello in fucsia, nero o blu elettrico.
Conserviamo la comodità dello sportswear, ma in versione sexy da città, con sneakers dal tacco sottile e Docs colorati per un tocco femminile.
E poi, pratiche zip rivelano una cultura rock e uno spirito ribelle.
Fammi sapere se desideri anche una versione accorciata o in stile promozionale per social o stampa!
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